La catena di negozi al dettaglio Target, la seconda più grande del paese, ha subito di recente una svalutazione in borsa del 3,5%, perdendo un miliardo e 300 milioni di dollari. L’amministratore delegato della’azienda Gregg Steinhafel afferma che il crollo è dovuto a diversi fattori, però è innegabile l’importanza del boicottaggio politico di migliaia di consumatori verso Target.
Infatti i clienti non hanno digerito la scelta della società di foraggiare con 150mila euro il candidato governatore della Minnesota Tom Emmer, appartenente al gruppo MN Forward, espressione della destra repubblicana.
Emmer è nell’occhio del ciclone per la sua avversione ai gay, al matrimonio fra persone dello stesso sesso, all’aborto e per il supporto alla tanto vituperata legge anti immigrazione dell’Arizona. Inoltre, tra i supporter di Emmer c’è Bradlee Dean, leader di un gruppo omofobo violento. Dean, in radio, ha recentemente dichiarato che “i musulmani che condannano i gay hanno una moralità superiore a quella dei cristiani americani”, e, poi, ritrattando, ha comunque definito l’omosessualità abominevole.
Subito dopo che l’organizzazione MoveOn ha avvisato i consumatori, questi si sono mobilitati per il boicottaggio. L’iniziativa, sostenuta anche da Human Rights Campaign e Out Front Minnesota, ha già raggiunto quota 50mila iscritti nella sua pagina face book.
La colpa maggiore di Target è l’ipocrisia. Infatti, secondo una ricerca tra le varie aziende, Target risulta essere quella con la politica aperta verso gay, trans e lesbiche tant’è che il livello di inclusione verso la comunità omosessuale è del 100%, a fronte di una media nazionale del 68%.
Dalla società si difendono ammettendo che il sostegno verso Emmer deriva dalla condivisione delle sue politiche economiche. La giustificazione non ha convinto i clienti che stanno organizzando manifestazioni pubbliche per sostenere il boicottaggio, che rischi di coinvolgere anche il colosso dell’elettronica Best Buy, anche’esso reo di aver finanziato il candidato di MN Forward.
