L’Agone #57 – Cip e Ciop

Giornata non particolarmente frizzante segnata solo da un paio di scaramucce verbali. Tra chi? Berlusconi e Fini ovviamente.

Il premier in un messaggio audio ai promotori della libertà comunica che il 14 avrà la fiducia. Chi non la voterà, sarà bollato a vita come traditore.

Peccato che la legge non dia vincoli, perciò i parlamentari, una volta eletti, sono liberi di andare in qualsiasi schieramento vogliano. Certo, il Cav. se la prende perché anche quelli di FLI non è che siano stati eletti da popolo ma collocati a forza tra gli scranni nelle liste chiuse del PDL, ma se le norme sono quelle c’è poco da gridare allo scandalo. Lo scandalo è, semmai, questa legge elettorale. Al di là del furto di maggioranza, a mio avviso se un parlamentare eletto con un certo schieramento decide di seguire un altro disegno politico, dovrebbe dimettersi e lasciare lo spazio al primo non eletto. Troppo facile, in fin dei conti, configurare nuovi progetti, magari anche debolucci e senza l’assicurazione di superare lo sbarramento, con la cadrega assicurata.

Comunque sia, l’allegro compare Fini replica che se si votasse oggi il governo non avrebbe la fiducia e che i veri traditori sono quelli che avevano detto che il PDL era un partito pluralista e addirittura il partito dell’amore.

Il conto alla rovescia segna -16 giorni.