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	<description>ovvero La Moderna Indifferenza</description>
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		<title>In Sicilia approvata l’abolizione delle province</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 15:29:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/sicilia-province.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-10966" alt="sicilia-province" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/sicilia-province.jpg" width="768" height="612" /></a></p>
<p>L’assemblea regionale siciliana ha dato il via libera ieri a un maxi-emendamento che sospende le elezioni previste a maggio e prevede il commissariamento e la sostituzione entro un anno delle province con liberi consorzi di comuni. Il provvedimento proposto da PD, UDC e lista Crocetta è stato approvato con 53 sì e 28 no, con voto segreto. La proposta ha incassato il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.</p>
<p>Per i consorzi, che dovranno essere creati con una legge ad hoc, saranno previste elezioni di secondo grado, dunque i dirigenti saranno indicati dai sindaci. Il Presidente della Sicilia Crocetta si congratula:</p>
<blockquote><p>L’abolizione delle province è la vittoria del governo e della maggioranza; do atto anche ai 5 stelle di avere votato la norma che abbiamo proposto. Si tratta della prima tappa della rivoluzione: oggi ha vinto il modello Sicilia. <span id="more-10965"></span></p></blockquote>
<p>Ora deve essere approvato l’intero ddl ma viene considerata una pura formalità. Il deputato di M5S Giampiero Trizzino punge la stampa e l’opposizione:</p>
<blockquote><p>Vedete che quando il progetto funziona, noi non abbiamo problemi ad approvarlo? Il PDL ha bloccato l’aula per quattro ore, i deputati sono intervenuti con un atteggiamento ostile, eppure proprio questo partito nel suo programma nazionale ha proprio l’abolizione delle province. <!--more--></p></blockquote>
<p>La pensa diversamente Roberto di Mauro, capogruppo del Partito dei Siciliani-MPA:</p>
<blockquote><p>Siamo palesemente di fronte ad una legge-manifesto, partorita in una trasmissione tv senza verificare la necessità del territorio. Una legge che differisce dalle nostre proposte, solo un rinvio delle elezioni accompagnato da una proposta, tra l’altro già prevista dal sistema elettorale. Chi l’ha proposta, sa già che sarà affrontata in modo diverso in un ddl successivo e disciplinata in modo differente. Credo non sia questo il modo corretto di affrontare il modo corretto del territorio, perché quanto uscito dal voto d’Aula non risponde alle necessità del territorio e alle sue esigenze di organizzazione.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Corriere del Mezzogiorno</p>
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		<title>Guerra in Iraq, un affare privato</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 15:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[contractors]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è discusso a lungo sulle ragioni della guerra in Iraq, sulla falsa accusa di possesso di armi di distruzione di massa, sull’opportunità di poterne sfruttare il petrolio. Dopo molti anni il Financial Times tira le somme: la guerra è&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/19/guerra-in-iraq-un-affare-privato/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/Contractors-in-Iraq_h_partb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10963" alt="Contractors-in-Iraq_h_partb" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/Contractors-in-Iraq_h_partb.jpg" width="638" height="382" /></a></p>
<p>Si è discusso a lungo sulle ragioni della guerra in Iraq, sulla falsa accusa di possesso di armi di distruzione di massa, sull’opportunità di poterne sfruttare il petrolio. Dopo molti anni il Financial Times tira le somme: la guerra è stata un affare, non per lo Stato ma per i contractors privati.</p>
<p>Questi soggetti hanno strappato contratti per 138 miliardi di dollari. Gli USA hanno fatto ricorso alle compagnie private per tutto: sicurezza, logistica, ricostruzione, viveri, energia elettrica, petrolio.</p>
<p>Le dieci compagnie più importanti hanno incassato 72 miliardi. In cima alla classifica c’è la KBR, un tempo parte della Halliburton guidata dal vice-presidente di Bush Dick Cheney con un guadagno di quasi 40 miliardi. Al secondo e terzo posto, ben staccate, le due compagnie del Kuwait Agility Logistics e la partecipata statale Kuwait Petroleum Corporation con 7,2 miliardi e 6,3 miliardi rispettivamente.</p>
<p>La curiosità è che nella short list non è presente nessuna azienda che produce munizioni. La guerra in Iraq è quella in cui lo Stato ha assunto più compagnie private nella storia. In certi momenti, c’erano più contractors che militari sul terreno. <span id="more-10962"></span></p>
<p>Non solo sicurezza, le compagnie si sono divise i compiti. La KBR, ad esempio, ha preparato e servito più di un miliardo di pasti, ha depurato 94 miliardi di litri di acqua e ha prodotto 265 tonnellate di ghiaccio. La International Oil Trading Co si è occupata del trasporto del carburante dalla Giordania alle forze armate.</p>
<p>In Iraq ci sono ancora 14.000 contractors, di cui 5.500 sono guardie di sicurezza, anche se le truppe se ne sono andate nel dicembre del 2011. Il lavoro, infatti, non termina. C’è da sorvegliare i pozzi e le altre attività, soprattutto nell’area di Basra. Lo Stato ha previsto che nel cinquennio 2011-2016 la sicurezza della grande ambasciata di Baghdad costerà 3 miliardi di dollari.</p>
<p>Il Dipartimento della Difesa è stato spesso bersagliato per essersi rivolto troppo spesso ai privati e l’accusa, con un vasto fondo di verità, è che l’esercito americano non sia attrezzato per la ricostruzione.</p>
<p>Non sono mancate le controversie: un rapporto del 2011 stilato dalla Commissione dedicata ha stabilito che lo Stato ha sprecato o è stato truffato dai contractors per una cifra pari a 60 miliardi dal 2001, 12.000 dollari al giorno. Le compagnie private sono state poi partecipi di tutti i maggiori scandali, dal conflitto a fuoco di piazza Nisour del 2007 in cui le guardie di sicurezza della Blackwater hanno ucciso 17 iracheni allo scandalo delle torture nel carcere di  Abu Ghraib.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Financial Times</p>
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		<title>Cosa succede a Cipro</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 14:43:21 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/422x281xl43-cipro-banca-130318101544_medium.jpg.pagespeed.ic_.okb5FS01ht.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10958" alt="422x281xl43-cipro-banca-130318101544_medium.jpg.pagespeed.ic.okb5FS01ht" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/422x281xl43-cipro-banca-130318101544_medium.jpg.pagespeed.ic_.okb5FS01ht.jpg" width="420" height="280" /></a></p>
<p>Offuscati dalle questioni politiche nostrane, i giornaloni si sono dimenticati di dare la giusta risonanza all&#8217;esplosivo caso cipriota, che si è abbattuto oggi con violenza sui mercati. Da circa un anno i governanti dell’Unione Europa cercano una soluzione alla crisi finanziaria dell’isola, ma la ricetta è da far tremare le vene ai polsi.</p>
<p>Il piano di salvataggio da 10 miliardi, partecipato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Russia, prevede che la maggior parte dei soldi (6 miliardi), arrivi dai conti correnti. Il prelievo forzoso è del 9,90% sui depositi di importo superiore ai 100mila euro e del 6,75% per quelli sotto la soglia. Aumenterà inoltre l’imposta sugli interessi da capitali e l’aliquota sui profitti societari.</p>
<p>Misure draconiane. Ma lo scenario è ormai noto: se crolla un’economia, crolla tutta l’Eurozona. Quindi bisogna salvare tutti, costi quel che costi.</p>
<blockquote><p>L’assistenza s’è resa necessaria per salvaguardare la stabilità finanziaria di Cipro e dell’Eurozona nel suo interesse. <span id="more-10957"></span></p></blockquote>
<p>Conferma il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Non è chiara la quota a carico di FMI e Russia, ma è praticamente certo che la Federazione parteciperà all’operazione. Mosca aveva già concesso nel 2011 un credito bilaterale da 2,5 miliardi. Gli interessi sull’isola sono palesi: 60 milia i residenti russi, investimenti per 12,3 miliardi, depositi per 18 miliardi (20% del totale).</p>
<p>Ma la tassa una tantum colpisce soprattutto i cittadini dell’isola, i piccoli risparmiatori. Commenta così un anziano:</p>
<blockquote><p>Dicono che l’isola della Mafia è la Sicilia, sbagliano, è Cipro.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: La Stampa</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dentro il Conclave</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 14:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ci sono comizi all’interno di un Conclave. Ma le trattative ed gli endorsement impazzano fino alla fumata bianca. Anche tra i porporati ci sono i Grandi Elettori, molto influenti e capaci di spostare pacchetti di voti. Così è stato&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/15/dentro-il-conclave/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/elenco_165043.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10954" alt="elenco_165043" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/elenco_165043.jpg" width="720" height="404" /></a></p>
<p>Non ci sono comizi all’interno di un Conclave. Ma le trattative ed gli endorsement impazzano fino alla fumata bianca. Anche tra i porporati ci sono i Grandi Elettori, molto influenti e capaci di spostare pacchetti di voti. Così è stato anche nell’elezione a sorpresa di Bergoglio, entrato nella Cappella Sistina da outsider e uscito Papa.</p>
<p>C’è da dire che probabilmente i Vaticanisti avrebbero dovuto porgli maggiore attenzione: Bergoglio si era piazzato secondo quando era stato eletto Ratzinger e, per ammissione di un Cardinale anonimo, era stato lo stesso Cardinale argentino a rifiutare i voti, indirizzandoli verso il futuro Benedetto XVI. Con così pochi anni di distanza, gli esperti avrebbero potuto prevedere che il consenso di Bergoglio sarebbe rimasto intatto.</p>
<p>Il grande favorito Angelo Scola cade sotto i colpi del fuoco amico, ovvero dei compatrioti come il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e i Cardinali Angelo Tettamanzi e Giovanni Battista Re. C’è chi dice che uno dei Monsignori abbia chiaramente detto, durante le Congregazioni: “Tutti ma non Scola”. L’Arcivescovo di Milano puntava a raggranellare voti grazie al ticket intercontinentale con il Cardinale argentino Leonardo Sandri, che sarebbe diventato Segretario di Stato. Il piano non è decollato e dopo tre scrutini Scola si è ritirato. <span id="more-10953"></span></p>
<p>Il Gran Manovratore Tarcisio Bertone ha puntato inizialmente sul brasiliano Odilo Scherer, con un passato nella Curia romana. Bertone però ha tolto il suo appoggio a Scherer dopo che questo aveva critica Re nelle Congregazioni generali. Gli undici Cardinali statunitensi avevano scelto inizialmente di votare il loro candidato forte, l’Arcivescovo di New York Dolan. Ma visto che faticava a raccogliere consensi, hanno sposato con convinzione il nome di Bergoglio.</p>
<p>Nasce così la nomina di Papa Francesco. Una convergenza maturata dopo il terzo scrutinio tra Bertone, i Cardinali Statunitensi, il Cardinale Giovan Battista Re e probabilmente anche gli altri Cardinali italiani. Si sono aggiunti poi i logici voti dei Sudamericani.</p>
<p>Non è mancato certamente del lavoro dietro le quinte a favore di Bergoglio. Un ruolo di primo piano l’ha giocato il Decano del Sacro Collegio, anche se non elettore, Cardinal Angelo Sodano. A sostenere Bergoglio anche Raffaele Martino, per 15 anni rappresentante del Vaticano all’Onu ed ex Presidente del Pontifico Consiglio Justitia et Pax. Infine Claudio Hummes, ex Arcivescovo di San Paolo del Brasile.</p>
<p>La svolta è avvenuta tra il terzo e il quarto scrutinio, quando Re si è avvicinato a Bergoglio e gli ha chiesto se accettava la candidatura. Risposta positiva e i voti hanno iniziato ad arrivare in massa. Tra cui quelli di molti Wojtyliani di ferro, visto che Bergoglio è considerato molto più vicino a Giovanni Paolo II che a Ratzinger.</p>
<p>Il consenso è stato ampio: 90 volti su 115 voti disponibili. Ben oltre la soglia di 77, i due terzi, fissata dal Papa emerito. Sul soglio petrino è salito un Papa apprezzato dal Conclave intero e che sembra già aver conquistato l’approvazione dei più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: Corriere della Sera, Il Messaggero</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Banche in crisi, si inizia a ragionare</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 13:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scandalo Montepaschi (a proposito, dov’è finito?) ha avuto il merito di riaccendere la luce sulle grande banche italiane i cui manager riescono a intascare grandi cifre tra bonus e dividendi nonostante una gestione discutibile e dei conti deficitari. La&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/14/banche-in-crisi-si-inizia-a-ragionare/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/banca-ditalia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10951" alt="banca-ditalia" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/banca-ditalia.jpg" width="520" height="347" /></a></p>
<p>Lo scandalo Montepaschi (a proposito, dov’è finito?) ha avuto il merito di riaccendere la luce sulle grande banche italiane i cui manager riescono a intascare grandi cifre tra bonus e dividendi nonostante una gestione discutibile e dei conti deficitari.</p>
<p>La Banca d’Italia inizia finalmente a far pressione per risolvere queste situazioni. Siamo ancora a livello di moniti e moral suasion, ma intanto è un inizio. L’istituzione guidata da Ignazio Visco invita le banche in perdita a non riconoscere o pagare bonus ai vertici e di ridurli al personale se il bilancio è in perdita o il risultato gestionale è negativo. La misura non deve essere aggirata con aumenti dello stipendio fisso o del variabile per gli anni successivi.</p>
<p>Da via Nazionale arriva anche l’altolà alla distribuzione dei dividendi: particolare prudenza negli istituti di credito in cui l’indice patrimoniale Core Tier1 superi con un margine limitato (meno di un punto percentuale) il valore soglia. In ogni caso, l’ammontare dei dividendi tra gli azionisti deve essere dentro il 50% dell’utile di esercizio distribuibile. <span id="more-10950"></span></p>
<p>Palazzo Koch invita gli organi sociali delle banche ad attenersi alle indicazioni allineando le previsione di perdita all’accresciuta rischiosità degli attivi e ad adeguare le rettifiche di valore sui crediti al contesto economico attuale e futuro.</p>
<p>L’intervento fa seguito alle parole di Visco che al Forex di Bergamo aveva proposto nuove direttive volte a impedire la distribuzione dei premi:</p>
<blockquote><p>Le banche in perdita non dovranno distribuire bonus, e la parte variabile delle remunerazioni deve essere in linea con i risultati reddituali. Se non si avrà una adeguamento spontaneo, norme e controlli saranno più stringenti.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: Repubblica, Corriere</p>
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		<title>La crisi è proprio per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 15:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/1236942206952_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10948" alt="1236942206952_01" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/1236942206952_01.jpg" width="600" height="450" /></a></p>
<p>C’è chi, non a torto, spesso la indica come la prima e più efficiente azienda italiana, ma in un periodo difficile come questo anche la Mafia è costretta a riorganizzarsi e a contenere le spese per tirare avanti, in attesa di vacche grasse.</p>
<p>Quartiere Noce di Palermo, zona in via di riassetto dopo che una retata in ottobre aveva portato a 41 arresti tra cui quello del boss Fabio Chiovaro. Il suo manganellatore Renzo Lo Nigro inizia pian piano a prendere il controllo, ma si trova costretto ad attuare una particolare spending review perché il pizzo non rende più come un tempo. Gli imprenditori sono sempre di meno e sempre meno ricchi, le denunce aumentano. <span id="more-10947"></span></p>
<p>Lo Nigro prende atto della situazione e taglia i sussidi destinati alle famiglie dei boss detenuti. In un’intercettazione una donna di mafia si sfoga così:</p>
<blockquote><p>Devo campare a me, deve campare a mio marito, deve campare i miei figli. Novembre, dicembre, gennaio, e poi non si è visto più nessuno. Non è giusto che abbandoni mio marito. Non si discute così, però non è giusto che abbandoni pure a mio marito che per te si è levato la vita.</p></blockquote>
<p>I malavitosi sono anche costretti a diversificare le attività. Mancando i soliti introiti dalle estorsioni, Cosa Nostra riprende in mano la gestione diretta della cocaina. Non più venduta su larga scala, ma al dettaglio. Non solo ai ricchi, ma soprattutto ai giovani, con prezzi abbordabili: un grammo a 50 euro. Meno rischi e liquidità immediata.</p>
<p>Il boss Lo Nigro e i suoi luogo tenenti Girolamo Albanese e Mario di Cristina sono stati arrestati stamattina nell’ambito di un’operazione gestita dai Pm Francesco de Bene, Lia Sava e Giorgio Stassi della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Il Fatto Quotidiano</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un Parlamento sordo alla volontà popolare</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 16:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’iniziativa popolare rientra a pieno titolo dell’iter legislativo, la prevede la Costituzione. Previa raccolta di 50.000 firme, può essere portata in Parlamento la richiesta di promulgare una legge o modificarne una in vigore. Peccato che il Parlamento negli ultimi anni&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/12/un-parlamento-sordo-alla-volonta-popolare/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/camera130411_01_adn-400x300.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10917" alt="Roma  13 aprile 2011, Montecitorio: votazioni in aula per il processo breve." src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/camera130411_01_adn-400x300.jpg" width="400" height="300" /></a></p>
<p>L’iniziativa popolare rientra a pieno titolo dell’iter legislativo, la prevede la Costituzione. Previa raccolta di 50.000 firme, può essere portata in Parlamento la richiesta di promulgare una legge o modificarne una in vigore. Peccato che il Parlamento negli ultimi anni si sia chiuso in sé stesso, diventando autoreferenziale.</p>
<p>Nella XVI legislatura, quella appena conclusa, sono state presentate ai parlamentari 28 leggi di iniziativa popolare. Ma solo una è diventata effettivamente legge, seppur con grandi modifiche. Un Parlamento completamente scollato dal popolo. 15 sono state assegnate alle Commissioni competenti senza mai essere discusse, 9 hanno iniziato l’esame e lì si sono impantanate, una non è stata assegnata.</p>
<p>Quelle cassate, o meglio impelagate nelle Commissioni, non erano affatto proposte bislacche o di nicchia, bensì riforme che poi sono entrate a pieno titolo nella campagna elettorale, quando c’erano ben cinque anni per portarle a casa. <span id="more-10945"></span><!--more--></p>
<p>È affondata la riforma della legge elettorale e la questione degli impresentabili. UIn disegno di legge di iniziativa popolare, presentato all’ufficio di Presidenza il primo giorno della legislatura, impegnava il Parlamento a riformare i criteri di candidabilità ed eleggibilità, decadenza e revoca del mandato. Cinque articoletti snelli. Il testo è passato il giorno successivo al Senato e poi assegnato alla commissione Affari Costituzionali. Ma poi viene rimpallato e si blocca.</p>
<p>Stessa sorte è capitato ad un disegno di legge che chiedeva almeno il ripristino delle preferenze: si poteva fare in due minuti, non sarebbe cambiato il mondo. Ma niente.</p>
<p>Altre proposte che hanno subito lo stesso destino riguardavano la revisione del sistema di riscossione e di Equitalia, l’introduzione del salario sociale, la difesa dell’acqua pubblica, il sostegno economico ai comparti delle energie rinnovabili, della ricerca, dell’istruzione. Tutte cose di buon senso.</p>
<p>L’unica proposta effettivamente promulgata è quella diventata la legge 96/12 con cui sono stati dimezzati i contributi pubblici in favore dei partiti. Il testo originale parlava di abrogazione e non riduzione a dire il vero, ma almeno è già qualcosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>L&#8217;atto finale</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 16:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[boccassini]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale di milano]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/berlusconi-silvio-630x419.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10941" alt="berlusconi-silvio-630x419" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/berlusconi-silvio-630x419.jpeg" width="630" height="419" /></a></p>
<p>La sfida tra Berlusconi e la magistratura tiene in scacco il Paese da troppi anni e sta raggiungendo il suo apice in questi giorni. Oggi i PM di Napoli hanno chiesto il giudizio immediato per Lavitola, De Gregorio e Berlusconi e il Tribunale di Milano ha inviato una nuova visita fiscale dal Cavaliere cecato ricoverato al San Raffaele. I berluscones hanno risposto con una manifestazione prima davanti e poi dentro il Palazzo di Giustizia meneghino.</p>
<p>Se prima delle elezioni era comprensibile la strenua strategia di procrastinare le eventuali condanne, ora la domanda è lecita: perché Berlusconi vuole ritardarle in tutti i modi?</p>
<p>Il processo Ruby è alle battute finali: oggi era prevista l’arringa finale dei PM Boccassini e Sangermano. Dopo la visita fiscale, è stato concesso il legittimo impedimento e il processo quindi slitta. Quando apriranno le Camere, poi, trovare un legittimo impedimento sarà molto più facile.</p>
<p>Si gioca tutto sul filo dei giorni. Venerdì si insedierà ufficialmente il nuovo Parlamento e inizieranno i giochi per le elezioni dei Presidenti delle due Camere. È stata buttata lì la voce di un Berlusconi Presidente del Senato: avrebbe l’immunità. Ma è ovvio che un Berlusconi condannato per concussione e prostituzione minorile è un Berlusconi che non può ricoprire la seconda carica dello Stato (sarebbe condannato anche per rivelazione di segreto istruttorio e frode fiscale ma quella è acqua di rose). <span id="more-10940"></span></p>
<p>Un Berlusconi dimezzato non avrebbe poi nessuna forza in sede di consultazioni quirinalesche per respingere un governo tecnico o ancora peggio, per lui, un governo senza PDL che avrebbe i numeri per fare, disgrazia delle disgrazie, una legge sul conflitto di interessi e sull’incandidabilità.</p>
<p>È una questione di tempismo: le sentenze, che sono inevitabili e probabilmente di condanna, devono arrivare il più tardi possibile. Magari quando si è già in un clima di campagna elettorale, così potrebbero essere bollate come attacco politico (e un terzo del Paese ci crede). Chissà nei prossimi giorni cosa si inventeranno Ghedini, Longo e Alfano pur di fermare la Giustizia e di non debilitare il potere di contrattazione di Berlusconi.</p>
<p>La sensazione è che si sia giunti al capolinea, ma non è dato sapere se trionferà il Cavaliere oppure la Magistratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Dagospia</p>
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		<title>Ricchi in fuga dalla Francia</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 14:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo Gerard Depardieu fuggito nella fiscalmente conveniente Russia, un altro miliardario ha espresso la volontà di fuggire dalla supertassa antiricchi di Hollande, e non uno qualsiasi. Bernard Arnault, 64 anni, un patrimonio di 29 miliardi secondo Forbes, l’uomo più ricco&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/07/ricchi-in-fuga-dalla-francia/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/07/ricchi-in-fuga-dalla-francia/bernard-arnault/" rel="attachment wp-att-10934"><img class="aligncenter size-full wp-image-10934" alt="bernard-arnault" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/bernard-arnault.jpg" width="400" height="280" /></a></p>
<p>Dopo Gerard Depardieu fuggito nella fiscalmente conveniente Russia, un altro miliardario ha espresso la volontà di fuggire dalla supertassa antiricchi di Hollande, e non uno qualsiasi. Bernard Arnault, 64 anni, un patrimonio di 29 miliardi secondo Forbes, l’uomo più ricco in Europa e decimo più ricco al mondo, padrone del gigante del lusso Moet Hennessy-Louis Vuitton, ha presentato richiesta di naturalizzazione in Belgio. Non uno qualsiasi, visto che ha ricevuto la Legione d’Onore prima da commendatore e poi da grand’ufficiale.</p>
<p>Ma i magistrati belgi hanno detto no. Il motivo è semplicissimo: Arnalutl ha ancora la sua residenza principale a Parigi e rimane fiscalmente domiciliato in Francia. La sua presenza nella residenza di Uccle, municipio di Bruxelles, è solo saltuaria. È il secondo no incassato dal Paperone francese su questo fronte: in autunno anche una commissione amministrativa aveva già espresso parere negativo. <span id="more-10933"></span></p>
<p>Per ottenere la cittadinanza belga bisogna risiedervi per qualche anno. Arnault ha provato a dimostrarlo ma sagacemente un suo collaboratore ha fatto confusione:</p>
<blockquote><p>Il signor Arnault non ha mai affermato di risiedere a Bruxelles, giacché egli è e resta residente francese come ha sempre dichiarato.</p></blockquote>
<p>Tuttavia il magnate ha già trasferito fior di miliardi oltre la foresta delle Ardenne, al rifugio dalle grinfie del fisco francese, tanto da innescare un’indagine sui conti delle sue società. Ora, dopo un parere dei servizi segreti, la palla passerà a una commissione parlamentare. Tutti gli indizi vanno in direzione del no definitivo, anche se il miliardo di euro in diritti di successione che Arnault dovrebbe versare al comune di Bruxelles potrebbe far gola.</p>
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		<title>Pressioni quirinalizie su un magistrato bolzanino?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 14:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pass</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia non ha ancora fatto capolino sulla grande stampa, nonostante Il Fatto Quotidiano abbia pubblicato le carte. Succede quando la vicenda è seria e riguarda istituzioni intoccabili, come il Quirinale. Secondo il procuratore regionale della Corte dei Conti in&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/05/pressioni-quirinalizie-su-un-magistrato-bolzanino/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oblioilblog.it/2013/03/05/pressioni-quirinalizie-su-un-magistrato-bolzanino/durni_16592/" rel="attachment wp-att-10930"><img class="aligncenter size-full wp-image-10930" alt="durni_16592" src="http://www.oblioilblog.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/durni_16592.jpg" width="474" height="296" /></a></p>
<p>La storia non ha ancora fatto capolino sulla grande stampa, nonostante Il Fatto Quotidiano abbia pubblicato le carte. Succede quando la vicenda è seria e riguarda istituzioni intoccabili, come il Quirinale.</p>
<p>Secondo il procuratore regionale della Corte dei Conti in Trentino Alto Adige Robert Schulmers, la Presidenza della Repubblica ha fatto pressioni sui vertici della Corte dei Conti per aiutare il Presidente della provincia di Bolzano, nonché leader del Sudtiroler Volkspartei, nonché padre padrone della zona da un paio di decenni Luis Durnwaldner in una causa.</p>
<p>La denuncia del procuratore è presente in una serie di lettere pubblicate in una mailing list indirizzate al procuratore generale della Corte dei Conti Salvatore Nottola all’interno delle quali è citato anche il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino.</p>
<p>La prima scritta da Schulmers a Nottola:</p>
<blockquote><p>In data 5 giugno 2012 il Presidente provinciale Luis Durnwalder si reca in visita ufficiale al Quirinale e, tra una chiacchera e l’altra, chiede un intervento del Capo dello Stato, come già scritto in precedenza. Dopo neppure un paio di giorni arriva un tua telefona in cui, come prima cosa, mi chiedi se ho un numero di telefono diverso da quello della Corte su cui chiamare. No, mi dispiace, io uso solo quello. Ma ho già capito.</p>
<p>Mi metti al corrente che la settimana entrante, credo di martedì, ti attende un appuntamento con un personaggio importante che ti deve raccontare delle cose su di me e non vuoi essere impreparato. Mi chiedi di predisporre una relazione sulla situazione. Ma di spedirtela non all’indirizzo della Corte, ma al tuo indirizzo di posta elettronica privata. Non vuoi che resti nulla sul server della Corte.</p></blockquote>
<p>Schulmers è un magistrato molto attivo, soprattutto nei confronti dei politici. Dopo l’incontro di Napolitano con Durnwalder e una telefonata di Nottola, scrive:</p>
<blockquote><p>Quando settimana scorsa il Presidente Durnwalder si è recato in visita ufficiale al Quirinale ho sperato che non si ripetesse quello che è già successo qualche anno fa quando Napolitano venne in visita a Bolzano. <span id="more-10929"></span></p></blockquote>
<p>Nel 2008 il magistrato contabile aveva accusato la classe politica di aver sperperato soldi pubblici nella costruzione dell’aeroporto di Bolzano. La Procura aveva ottenuto il sequestro dei beni dei consiglieri ma dopo la visita di Napolitano era stato disposto il dissequestro dalla Corte dei Conti.</p>
<p>Nei giorni successivi Schulmers si sfoga ancora, sempre con Nottola:</p>
<blockquote><p>Qualche giorno dopo mi chiedi di raggiungerti presso una località termale trentina perché mi devi mettere al corrente sugli sviluppi della situazione. Passeggiamo lungo un bellissimo parco, scegli una panchina isolata, e giù a raccontarmi del personaggio quirinalizio, che non mi nomini, ma che ti avrebbe raccontato delle cose su di me, pregandoti di non prendere appunti perché il Quirinale non voleva essere formalmente coinvolto nella vicenda. Mi dici che mi riferisci solo il 10% di quello che ti è stato detto: ma a me basta. Mi riferisci di come si sia cercato di delegittimarmi, parlandoti dei miei presunti insuccessi processuali. Mi dici di come tu abbia cercato di spiegare che ciò non è vero, perché appartiene alla fisiologia del processo. Mi dici che comunque stai dalla mia parte, che le pressioni le conosci, per averle subite in passato, e mi chiedi di predisporti quanto prima uno specchietto delle sentenze. Ti serve perché comunque vuoi rispondere al Presidente della Repubblica.</p></blockquote>
<p>Schulmers racconta addirittura di un incontro con il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino a Bolzano in cui era stato invitato a stare più tranquillo nei confronti dei vertici politico-istituzionali altrimenti li avrebbero distrutti.</p>
<p>L’epilogo:</p>
<blockquote><p>A fine gennaio, quando mi “consigli” caldamente di archiviare la vertenza di cui sappiamo di punto in bianco, venerdì 25 gennaio 2013, alle ore 09.22, mi arriva una mail che per noi in Procura è a dir poco un fulmine a ciel sereno. E lo sai benissimo. Mi rappresenti le tue conclusioni sulla vicenda, che però nessuno ti ha chiesto, “affinché tu possa regolarti” (regolarmi? Ma non era un consiglio?). Mi dici che, a distanza di più di un mese, ti saresti improvvisamente accorto che il decreto di sequestro impugnato dalla Provincia di Bolzano dinanzi alla Corte costituzionale sarebbe illegittimo. Ritieni addirittura che non sarebbe “opportuno” coinvolgere la Presidenza del Consiglio per arrivare a una pronuncia della Corte costituzionale, secondo te, certamente negativa. Come se il governo non fosse in grado di prendere da sé le scelte da esso ritenute più opportune. Mi inviti perentoriamente a “studiare un sistema per uscirne” (studiare un sistema per uscirne? Ma da dove?). Mi scrivi che dovrei “revocare il decreto di sequestro e archiviare la vertenza. Bisognerebbe però trovare una motivazione non basata sulla presentazione del ricorso ma che avesse il senso di un’autonoma decisione.</p>
<p>Mi dici di rifletterci “e poi mi farai sapere (ma con una certa sollecitudine)” (ti devo fare sapere con una certa sollecitudine? E perché mai? Per riferire a chi? E, soprattutto, sulla base di quale norma?)”. Ti chiamo subito e ti sento in evidente imbarazzo. Non sapendo cosa raccontarmi mi liquidi dicendo che devi andare in<b> </b>Cassazione. Rimango basito.</p></blockquote>
<p>Tra ieri e oggi il Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone ha ascoltato Nottola e Giampaolino e ha aperto due indagini: una per calunnia e offesa al Capo dello Stato a carico di Schulmers e una contro ignoti per abuso d’ufficio. Sembra una risposta del potere romano contro un magistrato troppo curioso. Staremo a vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Il Fatto Quotidiano</p>
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